La stretta contro le frodi fiscali nel Budget Ue è una vittoria del Gruppo S&D

18 Aprile 2014  /   Nessun Commento

Il Parlamento europeo, nella seduta di Strasburgo, ha votato favorevolmente a una relazione che impegna a definire e approvare una direttiva per punire le frodi fiscali contro gli interessi finanziari dell’Unione europea con le norme del diritto penale (la cosiddetta “Direttiva PIF”).

Le frodi e tutte le attività illecite che interessano la finanza dell’Unione europea danneggiano il bilancio europeo, e di conseguenza tutti i contribuenti. Gli obiettivi alla base del Budget UE, il miglioramento delle condizioni di vita e la creazione di lavoro e di crescita, vengono compromessi dalle frodi e dall’evasione fiscale.

La relazione PIF, quindi, si propone di tradurre l’attuale Convenzione per la protezione degli interessi finanziari delle Comunità europee (che risale al 1995) in legge comunitaria. La relazione stabilisce con chiarezza, per tutta l’Unione, i reati che sono connessi con le frodi fiscali. Questa direttiva è anche un primo passo verso la possibile istituzione di un PM europeo, perché definisce i reati di cui dovrebbe occuparsi il PM. Ad oggi, infatti, ogni stato prevede sanzioni differenti per i reati relativi alle frodi fiscali.

Commentando il voto sulla relazione, la vicepresidente del Gruppo S&D, Sylvie Guillaume, ha dichiarato:

“La relazione che abbiamo votato è molto positiva, perché cerca di armonizzare le pene previste dai codici penali contro le frodi e tutti i reati connessi, e di assicurare una protezione efficace e proporzionale per gli interessi della Ue. Vogliamo assicurare che le pene previste per questi reali siano armonizzate: è importante, quindi, che i codici di penali degli stati membri abbiano gli stessi principi. Cito solo quello del ne bis in idem, la garanzia, cioè, che nessuno possa essere chiamato due volte in giudizio per lo stesso reato”.

Il relatore al provvedimento e capo della delegazione S&D spagnola, Juan Fernando López Aguilar, ha concluso parlando delle disposizioni sull’Iva: “Sono particolarmente lieto dell’aver potuto includere l’evasione dell’Iva tra gli ambiti di applicazione della direttiva, perché questa evasione nuoce particolarmente agli interessi finanziari della Ue. È importante riconoscere la competenza di Eurojust (l’unità di cooperazione giuridica dell’Unione europea) in questo campo, e fare uso della sua capacità di coordinare e facilitare le azioni penali transnazionale per questi reati. Le differenze che esistono ancora tra le cornici legali degli stati membri riguardo al modo in cui si affrontano e si perseguono le frodi contro gli interessi finanziari della Ue sono un incentivo per i potenziali criminali a ricercare e trarre vantaggio di un sistema giudiziario indulgente”.

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