Dalla BCE preoccupazione per gli effetti negativi della bassa inflazione

7 Aprile 2014  /   1 Commento

Un intervento oggi in Commissione Affari Monetari al Parlamento europeo ha visto il vicepresidente BCE Vítor Constâncio rispondere ad alcune domande sull’inflazione e il ruolo della BCE.

Il tutto parte dalle domande poste dall’europarlamentare del Partito Democratico, Leonardo Domenici, già relatore per il nuovo regolamento delle agenzie di rating che chiedeva se c’era qualche novità sulla questione relativa all’approfondimento del tema quantitative easing vista la possibilità di fare ricorso a unconventional instruments di fronte al basso livello d’inflazione.

Nel video qui sopra le domande complete a cui il vicepresidente, Vítor Constâncio, ha così replicato: “Per la prima domanda inizio ricordando che il nostro obiettivo per l’inflazione è un obiettivo di medio termine. Non è un obiettivo per il mese prossimo, per il prossimo trimestre neanche per un anno. E’ un obiettivo di medio termine. Abbiamo pubblicato delle stime un mese fa, dove abbiamo avuto uno scenario base che indicava che l’inflazione, per quanto iniziando dal livello basso nel quale ci troviamo adesso, aumenterebbe gradualmente fino al 2016. Per la fine del 2016, sulla base di questo scenario, si potrebbe trovare un livello di 1,7%, dunque più vicino al 2%.

domenici-youtubeQueste stime sono d’input per la decisione del Consiglio direttivo e noi le consideriamo rilevanti e pertinenti per la discussione che abbiamo avuto in marzo nella quale abbiamo deciso di non fare niente per marzo, perché quello che conta è il medio termine. Tutti erano stupiti, anche noi, dalle cifre molto basse per l’inflazione che sono state pubblicate recentemente per marzo dello 0,5%. Ci sono vari elementi che rendono difficile interpretare davvero cosa significhi questa cifra: ci sono gli effetti del fatto che, per esempio, Pasqua cada sempre un giorno diverso anno dopo anno; l’avrete letto questo. Ci sono altri fattori e, come diceva lei, noi dovremo vedere cosa succederà all’inflazione ad aprile. E’ possibile che vedremo un aumento dell’inflazione, ma ho detto che non sono le cifre mensili ad interessarci. Noi dovremo vedere ancora una volta se lo scenario di marzo è cambiato e in che misura. Per esempio, in quella ipotesi, il tasso d’inflazione per tutto il 2014 era dell’1%, adesso con questo 0,5% vedremo. Dunque dovremo esaminare tutto con attenzione. Attualmente ci troviamo in una situazione che, come tutti capiscono, è una situazione di grave preoccupazione a causa del fatto che un’inflazione bassissima ha i suoi effetti potenzialmente negativi, in particolare in una situazione nella quale c’è un debito importante di molti agenti pubblici e privati. Proprio perché così bassa, qualsiasi shock potrebbe portare l’inflazione in territorio negativo come già è il caso in alcuni stati membri e, come tutti noi sappiamo, si potrebbe sviluppare una situazione di inflazione negativa che sarebbe una cosa molta seria. Dovremo affrontare questo problema e l’affronteremo. La politica monetaria, in una situazione dopo la crisi finanziaria, dopo la recessione di bilancio, perde di efficienza e non è efficiente come in altre situazioni. Per questo vari paesi hanno dovuto prendere misure straordinarie, come quella che abbiamo dovuto prendere noi con l’LTRO: sono cose straordinarie che non devono essere decise a cuor leggero e non dovrebbero essere decise a cuor leggero. Dunque stiamo esaminando il problema e vediamo se davvero è cambiato lo scenario sul medio termine, se davvero dovremo fare qualcosa che possa essere adeguato ad un compito di questo tipo. Come ho detto prima, è stato molto importante che il Consiglio della Bce fosse in grado di trovare l’unanimità nell’accettare l’idea che anche politiche non convenzionali di ogni tipo, compatibili con il nostro mandato, verranno utilizzate per affrontare questo problema.

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