Protezione dei dati personali, approvate le nuove regole UE

12 Marzo 2014  /   1 Commento

I deputati europei hanno approvato garanzie più efficaci sui trasferimenti di dati personali ai paesi non UE, grazie alla riforma delle leggi europee sulla protezione dei dati personali. Le nuove regole mirano a dare alle persone il pieno controllo sui loro dati personali e, allo stesso tempo, a facilitare la circolazione di dati delle imprese all’interno dell’UE.

Le nuove regole aggiornano la legislazione europea in vigore, adottata 19 anni fa, sulla protezione dei dati personali per far fronte alle sfide poste dalle nuove tecnologie e dalla crescente tendenza a utilizzare dati personali per la sicurezza.

Trasferimenti di dati verso paesi non UE – Per proteggere meglio i cittadini dell’UE dalle attività di sorveglianza, come quelle svelate nel giugno 2013, il Parlamento europeo ha modificato le norme sul coinvolgimento di imprese (per esempio un motore di ricerca, un social network o un fornitore di cloud) che dovrebbero, secondo le nuove norme, chiedere un’autorizzazione preventiva all’autorità nazionale di protezione dei dati prima di poter divulgare i dati personali di un cittadino dell’Unione in un paese non membro. L’azienda dovrebbe anche informare la persona interessata della richiesta.

Sanzioni dissuasive – Le società che infrangono le regole potrebbero incorrere in multe fino a 100 milioni di euro o fino al 5% del fatturato annuo (si applicherebbe la sanzione più gravosa delle due), dicono i deputati.

Migliore protezione su Internet – Le nuove norme dovrebbero anche proteggere maggiormente i dati su Internet. Le salvaguardie introdotte includono il diritto di cancellare i propri dati, nuove restrizioni sul “profiling” (tentativi di analizzare o prevenire il comportamento di una persona sul posto di lavoro, la situazione economica, la posizione, ecc.) e l’obbligo per le società di usare un linguaggio chiaro e semplice per le regole sulla privacy. Ogni fornitore di servizi internet che desidera trattare dati personali dovrebbe ottenere prima liberamente un consenso esplicito e ben informato della persona coinvolta.

|via Parlamento europeo

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