Fondi UE, la programmazione per l’Italia

20 Dicembre 2013  /   Nessun Commento

Il Ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, ha presentato la proposta del nuovo ciclo di programmazione fondi europei per il periodo 2014-2020. Per l’Italia Trigilia ha spiegato che dall’Ue arriveranno 32,2 mld, altrettanti saranno erogati con il cofinanziamento nazionale e 55 mld dal Fondo Sviluppo e Coesione.

L’accordo di partenariato, sostiene Trigilia, “e’ il frutto di un lungo percorso di preparazione e di discussione con vari soggetti, come Ministeri, Regioni e associazione e organizzazioni di categoria”. La versione dell’accordo tuttavia, ha aggiunto il ministro, “non e’ ancora quella finale e deve essere completata in diverse parti”.

Trigilia annuncia: “Con il ministro dell’Economia Saccomanni ho preso un impegno per rivedere nei primi mesi del 2014 il valore del Patto di stabilita’ e per riportarlo, rispetto a 1 miliardo previsto nel prossimo anno, almeno a un valore di 1,8 miliardi, com’è stato quest’anno”, e “per il patto si cerchera’ di attingere, come e’ stato fatto per il 2013, dal Fondo sviluppo e coesione”.

In sede Ue, ha ribadito Trigilia, “chiederemo lo scorporo del cofinanziamento dal rapporto deficit/pil e cio’ per consentire un piu’ ampio margine di manovra alle Regioni, alle quali si chiede da una parte di spendere e dall’altra di non farlo per non infrangere i vincoli del patto di stabilita’”. In ogni caso “il patto di stabilita’ troppo stretto non e’ sufficiente a spiegare l’incapacita’ di spesa delle Regioni”.

Il nuovo corso di programmazione stanzierà 3,19 miliardi per la ricerca lo sviluppo tecnologico e l’innovazione, 1,8 miliardi per migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, 3,1 miliardi per la riduzione delle emissioni di carbonio, 848 milioni per la prevenzione e la gestione dei rischi per il cambiamento climatico, 2,7 miliardi per la tutela dell’ambiente e la promozione dell’uso efficiente delle risorse, 1,7 miliardi per la promozione di sistemi di trasporto sostenibile, 4 miliardi per la mobilità dei lavoratori, 3,1 miliardi per combattere l’emarginazione sociale e per la lotta alla povertà e alle forme di discriminazione, 4 miliardi per l’istruzione e 586 milioni per l’efficienza della pubblica amministrazione.

Ad esempio tra gli obiettivi c’è il supera​mento dei divari digitali, cioè la possibilità o la capacità di accedere alla rete per usufruire dei servizi offerti, rappresenta l’obiettivo principale dell’Agenda digitale europea e incide direttamente sulla capacità di innovazione che i territori sono in grado di esprimere. La situazione italiana è molto differenziata e ancora lontana da molti dei target europei, soprattutto per una generalizzata debolezza della domanda, anche in quei territori nei quali il digital divide è stato ridotto in termini di infrastrutturazione e copertura di banda larga. In tutte le Regioni del Mezzogiorno, esclusa la Sardegna, la quota di famiglie che dichiarano di possedere l’accesso a internet nel 2012 è inferiore alla media nazionale (55,5 per cento). Tra queste, Basilicata, Calabria e Sicilia sono le Regioni con i peggiori risultati.

Photo credits: Davide Oliva | via CoR

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