Nel PSE per dare un calcio all’austerity!

18 Ottobre 2013  /   Nessun Commento

Il congresso si avvicina e in casa dem si ritorna a discutere di collocazione internazionale. Ad oggi il Pd e Scelta Civica sono gli unici partiti italiani che non hanno una collocazione internazionale, per meglio dire europea. Scelta Civica divisa al suo interno tra i montiani che vorrebbero aderire al PPE e i montezemoliani che ai popolari preferirebbero i lib – dem dell’ALDE; il Pd aderisce al gruppo S&D del Parlamento Europeo ma non al PSE, casa comune di tutti i partiti socialisti, socialdemocratici, laburisti e progressisti europei. Così a poche settimane dal congresso e a pochi mesi dalle elezioni europee il Pd si ritrova così come nel 2009 senza “casa”.

Nei giorni scorsi il PSE ha dato via al processo di selezione per la candidatura unica che sarà proposta per le elezioni europee di maggio. La selezione sceglierà il candidato ufficiale del PSE alla presidenza della Commissione Europea.

Il Pd appoggerà il candidato Schulz, Presidente del Parlamento Europeo, già capogruppo del gruppo S&D nella passata legislatura, ma quella del Pd è una mera indicazione, infatti alla selezione parteciperanno solo i partiti che fanno parte del PSE. Un’occasione di confronto e dialogo sprecata.

Sempre nei giorni scorsi l’ex vice Sindaco di Firenze, Dario Nardella, per l’ennesimo volta ha detto che l’ala renziana è favorevole all’ingresso del Pd nel PSE riconoscendo lo scontro che c’è in Europa tra le due grandi famigli politiche, popolari e socialisti. Ma da questa posizione si è dissociato un altro renziano, Antonio Funiciello, responsabile comunicazione Pd, che dalle colonne dell’Unità ha affermato che “se il Pd aderisce al Pse fa un regalo ai neo – centristi“.

Il Pd, nel pieno della crisi che sta travolgendo l’Europa, invece di discutere con i socialisti europei come ribaltare le politiche di austerità imposte dall’Europa, invece di elaborare una piattaforma per uscire dalla crisi che i mercati hanno generato e che stanno facendo pagare agli Stati e alla gente comune, cosa fa, discute di vecchi stereotipi: vecchia Dc, neo – centrismi, Pds, Ds.

Come Giovani Democratici durante l’ultimo congresso(2012) abbiamo presentato un emendamento nel quale chiedevamo al Pd di entrare come aderente nel PSE, ad oggi questa richiesta è rimasta nei cassetti di Sant’Andrea delle Fratte.

Personalmente credo che il Pd debba entrare nel PSE, perché in Europa si gioca la nostra battaglia, il nostro futuro; la nostra casa è il socialismo europeo, la nostra stella polare è l’Europa, non quella dei tecnocrati e dell’austerity, ma quella sociale, democratica e dei popoli. Entrare nel Pse per europeizzare il sistema politico italiano, come pensiamo di sfidare la Merkel e la tecnocrazia di Francoforte e Bruxelles se non stiamo dentro un partito europeo che da sempre si è schierato contro le politiche di austerità imposte da quest’ultimi.

Il congresso si avvicina e la questione non è più prorogabile, il Pd dopo la fase congressuale, nella prima assemblea nazionale dovrà votare l’adesione al PSE in modo da poter discutere con gli altri partiti europei in vista delle elezioni l’uscita dalla crisi, per dare finalmente un calcio all’austerity.

di Oreste Sabatino

Oreste Sabatino è uno studente di 19 anni. Democratico di lotta e di governo. Segretario Gd di San Nicola dell’Alto (KR) e Vicesegretario provinciale Gd Crotone. Militante appassionato ed elettore convinto.

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