Dati personali, non si possono sacrificare i diritti dei cittadini

11 Luglio 2013  /   1 Commento

Dopo che l’UE ha scoperto di essere stata sorvegliata, le relazioni con gli Stati Uniti non sono più le stesse. Proprio quando stavano per iniziare le negoziazioni per un accordo di libero scambio tra UE e USA.

Lo staff dell’ufficio stampa del Parlamento europeo ne ha  parlato con l’ex ministro agli Esteri, e deputato greco, Dimitris Droutsas, attualmente responsabile in Parlamento per il trattamento delle informazioni transfrontaliere.

È soddisfatto della risposta degli Stati Uniti? Lo scandalo del PRISM potrebbe compromettere l’accordo di libero scambio con gli Stati Uniti?

Le recenti rivelazioni sono state uno shock per l’UE.

Gli europei non hanno solamente il diritto di essere protetti, ma anche di essere informati su quello che sta accadendo. Di questo però non se ne può occupare il governo. E così il ruolo del Parlamento europeo risulta ancora più importante. Abbiamo chiesto di aprire un’inchiesta, che è già in corso.

L’accordo di libero scambio è di grande importanza, e l’UE è impegnata per farlo funzionare. Allo stesso tempo, non possiamo permetterci di sacrificare i diritti fondamentali dei cittadini europei.

Alcune relazioni indicano che gli Stati Uniti non sono gli unici a interessarsi ai dati degli altri…

Credo che abbiamo raggiunto un alto livello di protezione dei dati personali dei nostri cittadini. Dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere questo livello, e forse anche alzarlo. Nonostante ciò, non siamo soli al mondo, e dobbiamo aspettarci di negoziare con altri paesi, altre ideologie e modi diversi di trattare i dati personali. Chiedo oggi alla Commissione di non cedere sulle le nostre norme.

Credits Europarl – Photo VampzX_23

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