“Il Consiglio UE è ostaggio degli stati membri”

12 Giugno 2013  /   Nessun Commento

“Il Consiglio europeo di giugno ha suscitato grandi aspettative. I cittadini europei aspettano misure concrete per la crescita e l’occupazione giovanile, e attendono di capire se l’Unione intende dotare la propria moneta di un vero governo economico democratico. Temiamo che saranno delusi”. E’ quanto ha dichiarato l’europarlamentare Roberto Gualtieri, negoziatore per il Parlamento europeo nel gruppo di lavoro istituito da Van Rompuy sul futuro dell’Unione economica e monetaria, intervenendo in Plenaria a Strasburgo in occasione del dibattito sul prossimo Consiglio europeo di giugno.

“I progressi sull’Unione bancaria sono importanti – ha commentato Gualtieri – ma è il meccanismo di risoluzione che deve essere europeo e guidato dalla Commissione, e ciò è perfettamente possibile sulla base dei trattati. L’attenzione che sarà dedicata all’occupazione giovanile è positiva, ma al di là dell’anticipo a gennaio dei 6 miliardi della Garanzia europea per i giovani, occorre un chiaro impegno all’aumento di quella cifra. E invece, il negoziato sul bilancio è bloccato per colpa del Consiglio e degli imperativi di politica interna degli Stati membri. Anche lo scorporo di una parte degli investimenti dal deficit strutturale rischia di essere molto modesto”.

“Infine, della tanto attesa road-map per l’autentica Unione economica e monetaria si è persa traccia, e si va verso una seconda proroga. Tutti gli elementi più ambiziosi, come il fondo di redenzione del debito, la capacità fiscale, sono spariti dall’orizzonte. Persino su contratti e meccanismo di solidarietà il Consiglio europeo non è in grado di procedere, e dice alla Commissione di presentare una seconda comunicazione. Potremmo gioirne, visto che i contratti non ci piacciono e abbiamo proposto un modello alternativo. Ma invece consideriamo lo stop a una proposta legislativa preoccupante”.

Gualtieri (Parlamento Europeo)“E’ chiaro che il tanto sbandierato metodo dell’Unione non funziona. Il Consiglio europeo sembra ostaggio degli Stati membri e delle loro scadenze elettorali. E al tempo stesso vuole tenere in ostaggio la Commissione, dicendo ad essa cosa può o non può proporre. Per questo il Parlamento voterà una risoluzione molto critica – ha concluso l’europarlamentare – in cui ribadisce le proprie proposte, a cominciare da un forte pilastro sociale dell’Uem con stabilizzatori automatici. E in cui chiede di agire presto e sulla base del metodo comunitario, cioè dell’unico metodo che consente di realizzare progressi solidi e duraturi, e di dotare il governo delll’euro di quel carattere democratico indispensabile per la sua efficacia e per la sua legittimità agli occhi dei cittadini europei”.

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