FTT, nuovo voto a Strasburgo

28 Giugno 2013  /   Nessun Commento

Undici Stati membri intendono introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie (FTT). Tale sistema permetterà di impedire le speculazioni più pericolose assicurando che anche le banche partecipino ai costi della crisi economica. Anni Podimata, eurodeputata S&D e rapporteur sulla FTT, parla delle nuove regole che saranno votate durante la prossima sessione plenaria.

La FTT non piace molto alle banche. Come possiamo assicurarci che le banche non tentino di spostare i capitali fuori dall’UE per evitare di pagare la tassa?

“Non vedo un rischio di questo genere. Abbiamo pensato a un sistema che si applica a tassi molto bassi per un grande numero di transazioni. Non credo che questa tassa colpirà il settore finanziario in assoluto, ma si concentrerà sulla parte più pericolosa e speculativa – come il trading automatizzato ad alta frequenza – che può causare i rischi maggiori e una crisi economica”.

È stata evocata l’idea di utilizzare i proventi della FTT per alimentare il budget dell’UE. Ma se non tutti gli Stati membri partecipano…

“Questa direttiva non si esprime sull’utilizzo dei proventi. Nonostante ciò, instiamo sull’idea che una parte dovrebbe essere utilizzata per il budget dell’UE. In questo modo i contributi dei singoli Stati membri potrebbero essere diminuiti. Abbiamo bisogno di un budget solido e l’obiettivo finale sarebbe quello di implementare la FTT in tutti gli Stati membri”.

Pensa che gli altri Stati membri accetteranno?

podimata_small“È incoraggiante sapere che anche il Regno Unito, fortemente contrario alla direttiva, abbia organizzato un dibattito pubblico sul tema e su come estendere il sistema anche agli Stati Uniti. Il Parlamento ha sempre sostenuto che i benefici di questa direttiva saranno possibili unicamente quando sarà introdotta a livello globale.

Sono stati i cittadini semplici ad avere pagato il costo della crisi. Il nostro obiettivo al Parlamento europeo è di mostrare che il costo della crisi deve essere ridistribuito in maniera più equa“.

|via Parlamento europeo

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